Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic: sonorita’ illuminate dalla strobosfera

Nati per puro caso in una sala prove nel marzo 2001, ascoltando il loro disco d’esordio Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic, sembra che i Thomas vivano in un’altra epoca. La line up iniziale è composta da una batteria suonata da Massimiliano Zaccone (ora alla voce, e giocattoli elettronici), una tastiera suonata da Giordano Menegazzi (keyboards, cori) ed alla chitarra Walter Menegazzi (chitarra elettrica, cori). La band trova, negli anni, il suo assetto definitivo con l’ ingresso di Enrico Di Marzio alla chitarra elettrica e cori, Nicolò Gallo al basso e Sergio Sciammacca alla batteria.

Le sonorità dei Thomas spaziano dal pop al rock dal funky alla dance music, il tutto spesso miscelato all’interno di un solo brano; la loro musica è come una sachertorte allucinata per palati fini predisposti al divertimento. Dopo una decina d’anni di live, prove e cambi di strumentazione nell’ ottobre 2010 esordiscono con il mini cd autoprodotto Space Harp. Nel dicembre 2010 danno alle stampe uno split single su vinile a 45 giri con il dj genovese Tarick1, nel quale si remixano a vicenda.

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Outback. L’incostanza di un momento

A 5 mesi dal Rock in IdRho, festival che li ha visti essere protagonisti assieme ad altri artisti del calibro di Foo Fighters, Iggy & The Stooges, Social Distortion, The Hives, Band of Horses, Flogging Molly e Ministri, formando un cast stellare per una delle vetrine musicali tra le più importanti del panorama italiano, gli Outback continuano a catturare l’attenzione con il loro primo disco L’incostanza di un momento.

Gli Outback sono un gruppo di matrice indie-rock con venature pop. Le loro liriche si alternano tra italiano e inglese e, a detta di molti, sono una delle formazioni da tenere d’occhio per questo 2011 di rock music all’italiana. Nati da poco più di 3 anni, gli Outback sono oggi tra le band emergenti più singolari e interessanti della penisola, capaci di arrivare nella top 16 di San Remo Giovani 2009. Il 15 giugno hanno avuto l’onore e l’onere, assieme ai Ministri, di rappresentare una fetta di produzione musicale italiana, dimostrando il loro talento dal vivo davanti a più di 30.000 presenze che hanno invaso l’area della nuova Fiera milanese.

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Lana Del Rey: Video Games sbiaditi e sonorità intriganti

di Annalisa Esposito – 05.11.2011

Guardando all’estero, si inciampa nel sound autentico di Lana Del Rey. Una popstar che trasmette talento, oltre ad essere bellissima, con le labbra alla Angelina Jolie e gli occhi da cerbiatta alla Brigitte Bardot. Ma non è il make up ad attirare l’attenzione sulla giovane e affascinante Lana Del Rey, ma la voce suadente e le sonorità vintage di cui si circonda.

La popolarità di Elizabeth Grant, classe 1986, alias Lana Del Rey nasce su Youtube, grazie al passaparola, e lo dimostra il fatto che, dopo aver postato una sola canzone on line, l’artista si è esibita in un concerto, dopo solo mezz’ora sold out, a Londra. Potenza della rete. Ventiquattrenne americana, il singolo “Video Games” – languido e catartico – parla di quella sensazione terribile che si prova quando si è ignorati dalla persona che si ama. Una traccia nata da una forte tristezza interiore, spiega Lana Del Rey, ispirata da una relazione passata.

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Le luci della centrale elettrica: testi e note che esplodono alla Casa del Jazz

 

“Cara Catastrofe” e tanti altri successi decretano il successo di Vasco Brondi alla Casa del Jazz di Roma in occasione dell’apertura del Soluzioni Semplici Festival, organizzato dal Circolo Degli Artisti per festeggiare con il proprio pubblico i primi mesi di vita della sua web tv da cui la rassegna prende il nome.

Due nomi di spicco dell’odierno panorama musicale italiano hanno l’onere e l’onore di aprire il Soluzioni Semplici Festival: Brunori Sas e Le Luci della Centrale Elettrica. Nada, Joan As Police Woman, Paolo Benvegnù, Offlaga Disco Pax [dopo i live dei giorni precedenti di Marta Sui Tubi, Valentina Lupi, Il Pan del Diavoli, I Cani, Alessandra Celletti, A Classic Education, Cat Claws, The Jacqueries] saranno gli artisti che fino al 05 Luglio saliranno sul palco del Festival tra i più interessanti dell’Estate Romana e ubicato all’interno del parco della Casa Del Jazz di Roma.

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Vasco Brondi. Nuove e vecchie storie, tra note nauseate dal mondo

Nuovo album per Vasco Brondi, in arte Le Luci Della Centrale Elettrica, che non lascia la via vecchia per esplorarne una nuova.

Parte bene, anzi benissimo il disco Per ora noi la chiameremo felicità (citazione di Leo Ferrè) de Le Luci Della Centrale Elettrica. Con “Cara Catastrofe” si apre il sipario sulla società malsana e disfattista, già raccontata nel primo album del ferrarese Vasco Brondi, Canzoni da spiaggia deturpata. Dopo aver ricevuto il Premio Tenco come Miglior Opera Prima, essere stato inserito tra i dieci dischi più importanti del decennio secondo il RollingStone con Canzoni da spiaggia deturpata, pubblicato dalla label indipendente La Tempesta, ed aver scritto per Baldini Castoldi Dalai il suo primo libro Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero (2009), Vasco Brondi torna con un full-lenght che, ancor prima di uscire, è già un caso mediatico. E non stupisce.
Per ora noi la chiameremo felicità vede la mano di Andrea Bruno ai disegni ed alla grafica, mentre ad aiutare il giovane cantautore nella creazione delle musiche ci sono Stefano Pilia (Massimo Volume), Rodrigo D’Erasmo (Afterhours), Enrico Gabrielli (Calibro 35) e Giorgio Canali (che non ha bisogno di presentazioni). Disco autoprodotto, registrato per buona parte in casa («C’è questa orchestra minima, di quattro persone in una stanza, di archi negli amplificatori, di chitarre distorte, di organi con il delay, di acustiche pesanti e di parole nei megafoni»), a dimostrazione che il successo non paga o che la crisi che ha investito le case discografiche, probabilmente non finirà mai. Ed è a questo punto che un materiale sonoro può divenire fonte di numerose domande, anche se nelle 10 tracce di Per ora noi la chiameremo felicità, non vi sono assolutamente risposte. Anzi.

 

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Jolaurlo. Meccanica e Natura

Dal palco del Medimex di Bari, Mediterranean Music Expo, tenutosi a Bari presso la Fiera del Levante dal 25 al 27 novembre 2011, primo evento in Italia per numero di stand e operatori nel settore musicale, chiusosi con un grande riscontro e successo, riparte il Meccanica e Natura Tour della band bolognese con origini pugliesi dei Jolaurlo.

Dopo un attesa durata quasi 3 anni e la pubblicazione per la Irma Record del terzo disco Meccanica e Natura [ottobre 2011], il gruppo electro-punk, techno, rock, dei Jolaurlo. ritorna ad esprimersi live, grazie alla fresca collaborazione con la nota agenzia Virus Concerti, a partire dall’inizio del 2012, in diverse date che toccheranno nord, centro e sud della penisola.

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Captain Mantell: pronti ad atterrare sulla terra?

Ormai sono in pochi a non sapere che il progetto Captain Mantell trae origine dall’omonimia esistente tra il cantante dello space trio [Tommaso Mantelli] ed il primo pilota a morire inseguendo un UFO, il Capitano Thomas Mantell.

Ma forse non tutti sanno che l’uscita del terzo disco chiude in qualche modo una trilogia tematica che riguarda essenzialmente il viaggio immaginato dello stesso sfortunato pilota. Il primo disco, Long Way Pursuit del 2007, rappresenta l’inizio dell’avventura del capitano, l’inseguimento del fatidico UFO. Il secondo lavoro Rest In Space, pubblicato nel 2010, racconta dell’esito di questo inseguimento, nella realtà una tragica morte ma, nella ri-elaborazione artistica, la scoperta di uno spazio immaginario fatto di ricordi, illusioni e aspirazioni senza luogo e tempo.

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Bentornati A Toys Orchestra. Il podio vi attendeva

Bentornati A Toys Orchestra. Il podio vi attendeva di Annalisa Esposito  [22.10.2011]

L’assaggio era arrivato a maggio con RitaL in Songstoy, LP prodotto dalla Label Urtovox & Ala Bianca, con il quale gli A Toys Orchestra hanno deliziato i fan e gli amanti della musica indie rock con 6 tracce proposte per incuriosire e anticipare l’uscita del nuovo album.

“The chauffeur” [Duran Duran cover], “Celentano” [tratta da Midnight talks], “Plastic Romance” [remix] e ben tre inediti ["Day by day", "The Fischerman's Psalm", "Noir Dance"] caratterizzano un momento di relax e incontro con amici che hanno partecipato al divertissement di RitaL in Songstoy LP. Tra i convolti: Enrico Gabrielli [Afterhours], Enco Cimino [Mariposa], Andrea Appino [Zen Circus], Rodrigo D’Erasmo [Afterhours], Fausto Ferrara [ex Toys].

Venghino siori venghino, nella gabbia dei Venus in Furs

Apre il circo dei Venus in Furs, perché in fondo Siamo pur sempre animali. Questo il nome del disco d’esordio della band toscana, supportata discograficamente dalla label Cavalleria Burlesque Dischi e dall’ottimo supporto comunicativo della Lunatik che, come spesso accade, propone album interessanti e ‘fuori misura’.

Siamo pur sempre animali è un salto dall’oggi allo ieri. Forte è il rimando al passato, ma non tanto da catalizzare in toto l’attenzione su certi suoni anni ’60 che fanno da sfondo a delle intenzioni precise e incisive. Magicamente tutto si riassume nel finale zeppeliniano di “In Questa Città”, chiusura del disco, dove suonano tutti insieme nel finale gli amici Andrea Appino degli Zen Circus, Gianluca Bartolo del Pan Del Diavolo e Francesco Motta dei Criminal Jockers.

Venghino siori venghino, nella gabbia dei Venus in Furs di Annalisa Esposito – 05.11.2011

L’autentica voce di Roberta Cartisano

«Autentiche Voci è il titolo di un brano contenuto nel disco; parla del mio modo di abitare questa vecchia terra e dal testo si intuisce molto della mia persona. Chiamare il disco così per me significa anche dirvi che ho inciso un disco perché ho qualcosa da dire realmente, un lavoro sincero quindi, genuino. Non voglio prendere in giro nessuno», Roberta Cartisano.

Oggigiorno si definiscono tante cose, allora perché non circoscrivere il sound inscatolato in Autentiche Voci, nuovo album di Roberta Cartisano, in uno spazio fantastico, riassunto perfettamente in “Danza Scalza”, traccia n°10.
La calabrese trapiantata a Milano col sogno di far innamorare con la sua voce, un libro sotto il braccio e due occhi che parlano senza avere bisogno di pronunciare sillabe, lettere, discorsi, esordisce con un disco carico di passione, energia persuasiva e soprattutto sonorità che son sistemi di difesa aggiornati. Moderna, sensuale, romantica, vivace, melodica e autentica è la voce di Roberta Cartisano che nel suo primo album non si fa mancare proprio nulla. Apre il sipario uno stile rock, classico, leggero, creativo, estroverso, per poi cedere il posto al jazz e ai suoni del mediterraneo che creano l’ambientazione e la scenografia perfetta a dimensioni parallele. Dodici tracce ricche di sapori ed emozioni ora simili ora contrastanti. Un progetto musicale in cui si rispecchia l’anima artistica di Roberta Cartisano.

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