Street poetry

Argomento controverso ma che ultimamente ha attirato molto la mia attenzione: la street art e in particolare la poesia di strada. Quelle frasi che vediamo scritte o disegnate artisticamente sui muri, o quei fogli attaccati su tronchi di alberi contenenti messaggi importanti, c’è chi li considera frutti di atti vandalici e chi invece si ferma a coglierne i significati. Io personalmente amo le parole, prima dei libri, e quindi li adoro: trovo che la poesia di strada rappresenti la forma più libera della letteratura. Più libera e più spontanea. Si tratta dei messaggi di chi altro non vuole che farsi leggere, condividere il proprio pensiero e il proprio sentire, ed io ne rimango sempre rapita. Oltretutto, non vengono rappresentati solo versi originali ma vengono anche riproposte e diffuse poesie di poeti famosi e di cantautori. Questi messaggi la maggior parte delle volte vengono fotografati e fatti circolare sul web, dunque la poesia, spesso vista come un genere elitario, per pochi, rinasce e arriva ad un numero impensabile di persone. E questo non può che essere un bene.
Qui, il mio pezzo sull’arte di strada, per L’Indipendente Quotidiano:

“Sarà solo sognare che ci terrà svegli”: la poesia di strada e il suo valore.

Sabato 26 Novembre, a Cagliari, si terrà una mostra alla The Ab Factory di opere di street artists internazionali, quali Bansky, Invader, Kaws, Jonone, per citarne alcuni, nonché Shepard Fairey, colui che creò “Hope”, il manifesto che rappresenta il volto stilizzato di Barak Obama, utilizzato per la campagna elettorale del 2009. In accompagnamento, ci sarà il live painting di Andrea Casciu.piu-bello1

Tutte le opere presenti provengono dalla The Don Gallery milanese di Matteo Donini. Un evento eccezionale dunque, che porta l’arte urbana per la prima volta in Sardegna! Da poco tempo, in giro per il mondo stanno sorgendo spazi dedicati alla street art, come ad esempio a Parigi, dove grazie a Xavier Niel è nato il museo Art 42. Oltretutto l’arte di strada si è ormai in parte istituzionalizzata nella collaborazione con le municipalità, aspetto a mio parere molto positivo.

La street art è un fenomeno socioculturale che amo molto per la sua vena estremamente democratica, con la sua tendenza alla contestazione e alla trattazione di tematiche sociali, come la repressione, il razzismo, la conformità della morale e la libertà sessuale e di pensiero. Si tratta insomma di una forma d’arte particolarmente libera e spontanea, priva di mediazioni, e accessibile a chiunque. La possibilità di diffondere idee a cielo aperto, senza che queste possano essere immediatamente nascoste è una delle più grandi forme di libertà di pensiero in grado di far crescere un paese. Non si tratta però “solo” di diffondere idee, ma di diffonderle in forma d’arte, con immagini colme di significato che arrivano dritte alla mente e al cuore di chi sceglie di guardare, di riflettere e di godere di ciò che ha ricevuto!

Un altro aspetto che mi interessa della street art è certamente la capacità che essa ha di riqualificare un quartiere abbandonato all’incuria: è pericoloso abbandonarsi alla bruttezza e allo squallore, perché si rischia di rimanere nella rassegnazione e di non saper più immaginare possibilità di miglioramento; si rischia di dimenticare che se ci sono luoghi perduti nel disagio totale, qualcuno ha delle responsabilità. Allora spesso è subentrata e subentra l’arte di strada a dar luce, parola, colore, vita e pensiero dove il grigio aveva messo le sue radici. Amare la bellezza aiuta a mantenere viva la mente.

Un tipo di street art che utilizza un differente vettore comunicativo è la poesia di strada, un mezzo di comunicazione di massa che porta alla diffusione popolare della poesia. L’unione dell’arte della scrittura con l’arte figurativa rende la parola un’opera d’arte! Questo è ciò che mi colpisce dei messaggi lasciati sui muri delle città, l’idea che la poesia non rischi di rimanere nell’ombra, perché è difficile sentire che una persona si rechi in libreria per comprare, non un romanzo, ma una silloge poetica. Ci si è invece forse riavvicinati ai versi grazie ai cantautori e ai poeti di strada. Esemplare l’esperienza dei Poeti der Trullo, che hanno raccolto in un libro le parole da loro diffuse nel quartiere romano, ed hanno venduto moltissime copie.

La poesia ha un ruolo sociale, deve essere fatta vivere in ogni modo perché è un mezzo per educare le anime e, di conseguenza, per arrivare al cambiamento, quello profondo e positivo: non si tratta di valori astratti ma di idee che si formano nelle menti accese e che portano ad azioni concrete. La poesia di strada non comprende solo versi nuovi ma diffondi anche le parole di grandi poeti: si leggono davvero molto spesso le poesie di Neruda, Tasso, Nazim Hikmet.

La citazione contenuta nel titolo di questo articolo è di Ivan Tresoldi, un ragazzo milanese che dal 2003 ha iniziato a contribuire ad eliminare il carattere elitario della poesia con quelle che lui chiama “scaglie”, cioè i versi brevi rappresentati sulle mura della città. Definizione decisamente azzeccata, a mio parere: le sue parole raggiungono il bersaglio e colpiscono provocando emozioni potenti. Il suo obiettivo è sempre stato quello di far uscire la poesia, così da farla tornare popolare, una sorta di antica rapsodia scritta. Alcune delle sue scaglie sono “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, “Sarà solo sognare che ci terrà svegli”, “Il poeta sei tu che  leggi”, “Poesia è una buona emozione da tradurre in parole”, che fa tremare i polsi.

Ivan a vent’anni rifiutò di pubblicare con Feltrinelli perché il suo desiderio principale era quello di essere letto, non quello di vendere, e i muri in effetti hanno decisamente più lettori. In questo sta la libertà più bella di tale tipo di arte, nell’unico desidero di voler far arrivare le proprie immagini e le proprie parole al maggior numero di persone per provocare emozioni, la nascita di idee e/o di cambiamenti. E Ivan certamente ci è riuscito: partendo dal reading visuale Immensa Mexico all’Assalto Poetico alla Casa della Poesia di Milano, alla collettiva Street Art Sweet Art, all’importante XII Festival Internazionale della Poesia dell’Avana, nonché alla sua prima personale allo Spazio Oberdan di Milano e al Primo Festival di Poesia di Strada in Italia, ha fatto conoscere i suoi versi in gran parte del mondo.

Sono infiniti gli aspetti della street art su cui si potrebbe discutere, ma il valore più grande di ogni tipo di arte rimarrà sempre quello di saper accendere le menti e gli animi e dunque di produrre cambiamenti, di non lasciare che il mondo resti statico, attraverso la bellezza e il piacere.  
Da questo punto di vista, il potere più grande lo possiede l’arte popolare, che ci ricorda di rimanere svegli, sognando. 

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