Viaggio in un libro psichedelico: “Il meraviglioso vinile di Penny Lane”

Buongiorno!
Da qualche tempo ho scoperto l’esistenza di Eretica Edizioni, una casa editrice in grado di azzittire tutti quelli che mi hanno sempre detto di essere troppo idealista per questo mondo: “tu credi in progetti irrealizzabili”, “il mercato editoriale ormai va in questo modo”, “le case editrici come le vorresti tu non esistono”, etc. Invece no, osservando ed entrando in contatto che gli scrittori che pubblicano con Eretica, ecco la concretizzazione di un progetto di onestà, libertà ed arte. Non posso poi non rivelare che su buona parte delle copertine dei libri pubblicati è scritto in grecoeresia“, con tutti i significati che si porta dentro in quella meravigliosa lingua in particolare.
Mi fermo, altrimenti questa divagazione inizia a prendere strade interminabili!
Lascio qui sotto le mie impressioni sul libro che ho sempre voluto leggere e che ho trovato solo ora, scritto dall’editore stesso! Tra queste pagine c’è la mia musica, ci sono le mie idee, c’è il mondo, ci sono io.

pennyIl meraviglioso vinile di Penny Lane
di Giordano Criscuolo
edito da Eretica Edizioni


Ecco un libro diverso! Sì, è vero, si sente spesso questa frase, eppure in tal caso la trovo estremamente appropriata perché si tratta di un racconto che osa, non classificabile, intriso di una cultura molto solida, vasta, caratterizzata da un ampio eclettismo. Più che di un racconto, si tratta di un’esperienza: leggere questo libro significa infatti entrare in un’altra dimensione, costituita da continui ossimori sensoriali. Sembra esserci un tocco di dark
fantasy, eppure non è ciò che si percepisce, perché la luce non si affievolisce mai e l’angoscia non si concretizza. 
Superata la fase durante la quale il lettore scopre chi sia Emily ed inizia a sentire dentro di sé le emozioni della protagonista facendole proprie, si finisce in un viaggio psichedelico che impedisce totalmente di abbandonare la lettura anche solo per un attimo: l’acido lisergico non è necessario, le parole e la musica possono portare ovunque. Come in effetti è tipico della psichedelia, che letteralmente “mostra l’anima” tramite allucinazioni e forti sensazioni, sotto una patina fiabesca molto vicina alla mente e al prodotto di Carrol, l’autore ci mostra il nostro mondo, non senza critiche e riflessioni.  
Nulla tra queste pagine appare casuale. Le citazioni letterarie ed i rimandi musicali sono piacevolmente interminabili: si parte dal titolo e subito dopo veniamo accolti da una canzone del 1967, “Lucy in the sky with diamonds“, certamente uno dei simboli del rock psichedelico ed ispirata alle atmosfere di “Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”; senz’altro significativa la scelta del verso, “a girl with a kaleidoscope eyes“, a suggerirci le possibilità degli occhi di Emily, ragazza contemporaneamente razionale e sognante. Incontriamo poi Bob Dylan, Jimi Hendrix, David Bowie, Iggy Pop, Lou Reed (impossibile non citarli) e molti altri.  

<< Penny Lane è pulita, ha le cuffie perché non vuole inquinarsi. Ha gli occhi veri.>>

[p.17]

Penny Lane, soprannome di Emily, è una ragazza che segue se stessa e ciò che la appassiona, sempre accompagnata dal suo amore per il rock, che la protegge da “un mondo desideroso di mangiare i sogni; vive con la nonna e il suo gatto dopo aver perso entrambi i genitori; conserva però molti ricordi del padre, che continua a prendersi cura di lei, con le sue passioni e soprattutto con i suoi insegnamenti: <<Fidati solo delle persone che ti fanno sentire a tuo agio fin dalla prima stretta di mano.>> Ecco, se riuscissimo ad ascoltare noi stessi, a fidarci di ciò che sentiamo anche quando non vorremmo, forse ci salveremmo da molte strade che tentano di spazzare via ogni desiderio. Emily ha anche un amico, Elleppì, proprietario di un negozio di vinili, non a caso chiamato Yellow Submarine; sarà proprio un vinile in particolare, con la sua copertina semplice e senza un titolo, un vinile misterioso ma anche pericoloso, le dice Elleppì, ad attirare l’attenzione della ragazza e a farle vivere un’esperienza al confine tra il sogno e la realtà. In questa storia infatti i confini tra la realtà e la finzione sono molto labili e in ciò subentra tanto l’impegno della protagonista quanto quella del lettore, invitato a far uso della propria fantasia. Anche terminata la lettura, non si ha la certezza che la finzione sia terminata perché, è evidente, la capacità di sognare ci salva, e questo libro tenta di ricordarcelo. Sarà David Bowie a segnare la chiusura della ring composition, con il ritorno alla realtà, ma una realtà diversa da quella di apertura, una realtà piena di vita. 
Ciò che è presente in ogni singola pagina de “Il meraviglioso vinile di Penny Lane” è un elogio all’arte, dunque un elogio alla vita, meravigliosa sempre: è l’arte, in ogni sua forma, che ci rende vivi, che ci consente cioè di smettere di sopravvivere e di iniziare a vivere. 
Un piccolo libricino per un’avventura invece complessa, profonda e stravolgente, senza convenzioni. In ogni caso, non solo reputo necessario (sì, necessario!) dedicare attenzione ad ogni parola di questo libro, ma soprattutto consiglio di viverlo insieme all’ascolto di buona musica, per non perdere l’occasione di lasciarsi trasportare totalmente.  
Buon viaggio!
Ludovica

Ps. Così ho ridotto questo libro per tutte le parole da salvare!
pp
La bottega non è frequentata da un sacco di gente perché un sacco di gente è viva per caso, un po’ come certi film che danno il sabato pomeriggio su alcuni canali satellitari: stanno lì senza una vera e propria ragione, nessuno li vede ma qualcuno li ha girati tanto per imbottire il palinsesto delle reti più misere. Chi è indifferente all’arte, che sia la musica o la poesia o la pittura, sta al mondo giusto per imbottitura: passa veloce sulla faccia della terra come un sentore di letame avvertito lontanamente dall’autostrada; un pomeriggio di sesso, una sigaretta e il senso della sua vita è compiuto. L’arte è solo per coloro che amano o che almeno una volta hanno amato. [..] A volte, nonostante tutto, qualcuno varca quella porta e il campanellino di ceramica lo annuncia a LP. Din don.

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